[Estratto] Capitolo III

Neanche Emma avrebbe potuto affermare con certezza quando si erano trasformati nelle prede preferite dai bulli della scuola, ma era successo. Si erano ritrovati a essere additati, derisi, presi a spintoni. Una volta Andrea si era guadagnato anche un occhio nero, ma non aveva detto niente a nessuno, neanche a sua madre, l’apprensiva signora Leale. Se l’era cavata con una patetica scusa su una partita di calcio un po’ troppo animata durante l’ora di educazione fisica.

Fu dopo quell’episodio che i tre avevano deciso di evitare il più possibile gli altri studenti: arrivavano prima per evitare di finire in mezzo alla calca infernale dell’inizio lezione, occupavano i primi posti nell’aula, in modo che i professori potessero tenerli d’occhio, trascorrevano la ricreazione attaccati alla postazione del bidello e uscivano dalla scuola sempre per ultimi. E poi c’era chi aveva il coraggio di affermare che la scuola era un posto meraviglioso.

 

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