[Estratto] Capitolo II

C’erano alcune cose in cui Emma credeva: l’amicizia, la famiglia, l’amore incondizionato di un cane, la possibilità che, da qualche parte nel vasto universo, potesse esistere una qualche specie di vita. Credeva nel fatto che ogni uomo è artefice del proprio destino, nella possibilità che in un futuro che sperava non troppo lontano la scienza sarebbe riuscita a trovare una cura per tutti i mali.
Poi c’erano molte cose in cui non credeva affatto: fate, folletti, sirene, vampiri, licantropi, fantasmi, mostri, televendite, venditori porta a porta, commesse troppo sorridenti, impiegati scorbutici, medici accondiscendenti. Ma più di ogni altra cosa, non credeva alle veggenti di ogni genere e fattezza. Non credeva alle loro previsioni e ai loro fantomatici poteri che avevano come unico effetto positivo quello di scucire un bel po’ di denaro al malcapitato di turno… se così si poteva definirlo, visto che ci era capitato di sua spontanea volontà.

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