[Estratto] Capitolo III

Neanche Emma avrebbe potuto affermare con certezza quando si erano trasformati nelle prede preferite dai bulli della scuola, ma era successo. Si erano ritrovati a essere additati, derisi, presi a spintoni. Una volta Andrea si era guadagnato anche un occhio nero, ma non aveva detto niente a nessuno, neanche a sua madre, l’apprensiva signora Leale. Se l’era cavata con una patetica scusa su una partita di calcio un po’ troppo animata durante l’ora di educazione fisica.

Fu dopo quell’episodio che i tre avevano deciso di evitare il più possibile gli altri studenti: arrivavano prima per evitare di finire in mezzo alla calca infernale dell’inizio lezione, occupavano i primi posti nell’aula, in modo che i professori potessero tenerli d’occhio, trascorrevano la ricreazione attaccati alla postazione del bidello e uscivano dalla scuola sempre per ultimi. E poi c’era chi aveva il coraggio di affermare che la scuola era un posto meraviglioso.

 

[Estratto] Capitolo II

C’erano alcune cose in cui Emma credeva: l’amicizia, la famiglia, l’amore incondizionato di un cane, la possibilità che, da qualche parte nel vasto universo, potesse esistere una qualche specie di vita. Credeva nel fatto che ogni uomo è artefice del proprio destino, nella possibilità che in un futuro che sperava non troppo lontano la scienza sarebbe riuscita a trovare una cura per tutti i mali.
Poi c’erano molte cose in cui non credeva affatto: fate, folletti, sirene, vampiri, licantropi, fantasmi, mostri, televendite, venditori porta a porta, commesse troppo sorridenti, impiegati scorbutici, medici accondiscendenti. Ma più di ogni altra cosa, non credeva alle veggenti di ogni genere e fattezza. Non credeva alle loro previsioni e ai loro fantomatici poteri che avevano come unico effetto positivo quello di scucire un bel po’ di denaro al malcapitato di turno… se così si poteva definirlo, visto che ci era capitato di sua spontanea volontà.

[Estratto] Capitolo I

Niente notte perfetta per Emma, no. Solo qualche foto senza niente di speciale e un ininterrotto sottofondo di sbaciucchiamenti.

“L’anno prossimo riuscirò finalmente a comprare un telescopio e potrò evitare di venire tra questo gruppo di maniaci.”

Stava per rimettere la macchina fotografica nella custodia quando accadde. Una meteora passò sopra la sua testa, così bassa da poter distinguere chiaramente il nucleo scuro circondato da un’accecante luce rossa. Nonostante fosse sopraffatta dalla sorpresa e dall’emozione, Emma riuscì ad afferrare la fotocamera e a scattare una foto, proprio mentre la meteora si allontanava verso la città, lasciando dietro di sé la sua scia dorata.
“Finirà di certo in mare,” considerò la ragazza, senza rendersi conto di star saltellando sul posto per la gioia. Tutto sommato non era stata proprio una nottata da buttare.